Tutto sull’incontro con Tom Holland e Jon Watts a Roma per Spider-Man Homecoming

Incontro con Tom Holland e il regista Jon Watts nell’assolata Roma. Ecco cos’è successo.

Facciamo un piccolo passo indietro e vi possiamo anticipare soltanto che abbiamo assistito a un footage (del quale ancora non vi possiamo dire nulla) in cui vengono mostrate nuove scene del film. A seguito di ciò l’indomani si è tenuta questa conferenza stampa in un ambiente decisamente ben allestito e suggestivo. Ovviamente sotto il cielo e il sole di Roma. Alla conferenza stampa con domande e risposte dei giornalisti si è aggiunto un siparietto simpatico con Spider-Man sui tetti de La Lanterna.

Domande e Risposte dell’incontro con Tom Holland e Jon Watts

Domanda: In che modo il tuo Spider-Man è differente dai precedenti?

Tom: Per me la sfida è stata quella di realizzare un personaggio unico e diverso. Quella di avere un personaggio ben inserito nella realtà. Ho pensato: che succede a un quindicenne che scopre di avere poteri speciali? Si diverte tantissimo.


D: Nelle scene che abbiamo visto al footage sembra che l’Avvoltoio rappresenti il proletario che è contro il capitalista Stark. Uno dei temi del film è quindi la lotta di classe o lo ritroviamo solo nell’incipit? Tra i vari spunti vi siete per caso anche ispirati all’italiano Lo chiamavano Jeeg Robot?

Jon Watts: Grazie. Questa è un’ottima domanda. Spider-Man rappresenta, è stato creato da una persona comune e allora ho pensato che fosse importante costruire, creare, anche un cattivo che partisse dal popolo e quindi prenderlo dal proletariato. No, abbiamo avuto diversi spunti da altro, ma non abbiamo mai visto Jeeg Robot.


D: Nelle scene che abbiamo visto si vede che Peter gira un video mentre è nei luoghi degli altri film. Chi gira queste scene e con che tecnica?

JW: Queste scene servono per far vedere la prospettiva di Peter sugli eventi assurdi della guerra ma non vi svelo come abbiamo fatto. Peter è un fotografo e in quelle riprese mette la sua prospettiva, proprio così come oggi che siamo tutti un po’ fotografi con i vari social. Il video riguarda solo la parte iniziale del film per fare una sorta di sommario sullo state of war

TH: Il video l’ho girato io. Per me è stata la parte più divertente perché ho fatto il regista! Ogni tanto venivano a controllare se avevo fatto bene.


Su Keaton

D: Keaton interpreta l’Avvoltoio e in Birdman l’abbiamo visto come protagonista; quanto è stato influenzato da questo? Per Tom: che vuol dire avere accanto Robert Downey jr e Michael Keaton?

JW: Birdman non ha contribuito. Keaton è fantastico e porta in scena tutta la forza del suo ruolo è tutta l’esperienza dei suoi ruoli precedenti.

TH: Per me che sono sempre stato un fan dei film della Marvel sono stato contentissimo di aver lavorato con Robert. A un provino venti minuti prima di andare in scena mi avevano detto che avrei fatto la prova accanto a Downey e io ero terrorizzato e rigido. Solo dopo mi hanno rivelato che avevo parlato con una controfigura. Keaton è terrificante: è uno degli uomini più straordinari che io conosca, è gentilissimo, ma sul set cambia completamente.


D: Sono state più difficili le coreografie di Billy Elliot o imparare a fare le acrobazie di Spider-Man?

TH: Billy Elliott è stato più difficile, mi sono allenato due anni, avevo dieci anni quando ho interpretato quel ruolo e sicuramente quell’esperienza mi ha aiutato tantissimo anche ad avere il controllo del mio corpo.


D: Cosa hai provato indossando la tuta di Spider-Man? 

TH: La prima volta che l’ho indossata sono rimasto deluso perché non ne avevano fatta una per me ma era quella della controfigura. Ci vogliono due settimane per creare quella tuta e così quando me l’hanno portata sul set di Homecoming era fatta per me ed era un sogno che avevo da bambino.


D: Come avete sviluppato il lavoro per questo film?

JW: Da quando ho visto i film della Marvel, mi sono sempre piaciuti tantissimo e mi sono chiesto cosa pensa un newyorkese quando li vede. Ho potuto esplorare e fare un film vedendo il mondo dalla parte di un quindicenne proiettato nel mondo dei super eroi. Questo è l’avvio per raccontare la storia. Ho iniziato con una piccola prospettiva che poi diventa epica. Peter vede il tg a otto anni e vede Iron Man.


Tra futuro e presente

D: Quali cattivi la saga di Spider-Man porterà sullo schermo?

TH: Spider-Man ha tanti cattivi che può riportare, io obbedisco al regista anche se ci sarebbero tanti cattivi contro cui vorrei combattere.

JW: Non so bene, a me piacciono i cattivi sciocchi, tipo Meiss quello che ha una mazza come mano o anche Morbius.


D: Il mondo dei supereroi è la mitologia contemporanea. Com’è l’approccio col mito?

JW: Spider-Man è l’entrata nel mondo delle persone normali, è diverso dagli altri eroi. Non ha chiesto i suoi poteri ma gli sono capitati quasi per caso. Fa del suo meglio per prendere le scelte giuste e noi possiamo facilmente identificarci. Le sue scelte non sono mai perfette. Ed è l’unico che ha un’identità segreta in questo mondo Marvel e questo è affascinante.


D: Se potreste dare un consiglio a Peter Parker?

TH: A me piacerebbe avere consigli da Peter, lui è divertente è coraggioso.

JW: Io gli dico sempre che è forte e che andrà tutto bene.

E ancora…

D: Cosa significa per te questo personaggio e questo film?

TH: Questo lavoro ha completamente ribaltato la mia vita. Quando ho visto il primo degli Avengers ho capito che volevo fare questo nella vita e quindi essere qui oggi è una cosa che va al di là di tutto quello che avrei potuto immaginare e la Sony e Marvel mi hanno dato questa responsabilità e sono contentissimo.


D: Come hai saputo che avevano scelto te per interpretare il ruolo di Peter Parker?

TH: Avevo fatto vari provini, otto in totale e dopo l’ultimo mi avevano detto che avrei saputo entro qualche giorno l’esito. Dopo sei settimane vedo su Instagram che sulla pagina della Marvel c’era scritto “ vai a questo link se vuoi sapere chi sarà il prossimo Spider-Man”. Sono andato e ho visto che compariva il mio nome. Il mio fratellino mi ha subito detto che era impossibile che non mi avessero chiamato prima e che sicuramente il sito era stato hackerato. Invece poi mi hanno chiamato e detto del ruolo e ho cominciato a urlare per la gioia.


D: Come hai scelto di mostrare New York?

JW: Per New York abbiamo visto tanti film e soprattutto e poi abbiamo visto soprattutto Manhattan però ci sono anche tanti luoghi da esplorare. Peter ad esempio viene dal Queens e quindi sono andato in quei luoghi che non vengono spesso utilizzati per girare.


Bullismo…

D: Peter va a scuola e come tanti ragazzi può essere vittima di bullismo. Tom cosa pensi del bullismo?

TH: Peter è un buon simbolo per i ragazzi. È uno sfigato ma figo quindi un buon modello, lui studia lavora e si può essere anche di successo e apprezzati dagli amici.


D: Che effetto fa essere trasformato in una Action figure?

TH: Strano. Io avevo tanti pupazzetti ed è proprio strano adesso averne uno che ha le mie sembianze. Mi hanno mandato la prima versione del giocattolo ma non mi somiglia tanto, so che hanno fatto ora una versione più somigliante.


D: Com’è stato fare Spider-Man senza mostrare le origini?

TH: Tutti conoscono quella parte della storia. Io conosco bene quel personaggio, sapevo però che avrei dovuto continuare la storia. Non sentiamo la mancanza della storia delle origini.


D: Quale è stato il momento più spaventoso delle riprese?

TH: Avevo fatto una scena molto impegnativa e quando sono tornato nella roulette mi stavo svestendo e ho mangiato al volo due chicken burger perché non avevo mangiato prima. A quel punto vengono a dirmi “ci dispiace ma devi tornare sul set.” Ho indossato nuovamente il costume, sotto avevo una cinta stretta che mi aiuta a tirarmi su e stringeva sullo stomaco. Ho cominciato a sentire i due chicken burger salire dallo stomaco su per l’esofago… dovevo stare seduto in un punto per poi essere tirato giù bruscamente e tutto quello che pensavo era se avessi vomitato i due chicken burger! Poi la maschera di Spider-Man è sul viso quindi se avessi vomitato sarebbe rimasto tutto dentro… ero così spaventato… e non mi avrebbero più chiamato [ride].

Dopo la conferenza stampa…

813 views

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *