Zia May doveva avere più spazio in Spider-Man Homecoming, ne parla Marisa Tomei

La Zia May è una tipa impetuosa e passionale… e se ve ne siete dimenticati, Spider-Man: Homecoming ve lo ricorderà più volte, e la stessa attrice Marisa Tomei che interpreta Zia May ci dice che la trova “adorabile”.
 

Ma Maria Tomei avrebbe dovuto avere più spazio in Spider-Man Homecoming

 
E oltre alla “focosità”, Marisa Tomei porta al personaggio di Zia May una carica di simpatia. L’attrice ha anche rivelato a HuffPost che è stata tagliata una scena che avrebbe aggiunto ancor più profondità al suo personaggio e alla relazione tra lei e il nipote Peter Parker (Tom Holland).
 
La Tomei ha iniziato dicendo che c’erano diverse scene improvvisate che non sono state inserite nel film e, continua, “C’erano anche parti nel copione originale per le quali ho firmato il contratto, che non c’erano quando abbiamo poi girato il film”.
 

L’attrice ha detto che nonostante girare il film sia stato una meravigliosa esperienza, è rimasta delusa dal taglio di una scena nella quale il suo personaggio compie un gesto eroico salvando una ragazzina in difficoltà.

 
“Stava succedendo qualcosa nel quartiere, e c’era una ragazzina in pericolo, e l’ho salvata, e Peter mi ha visto salvarla” ha detto.
 
La Tomei continua
“Poi torno a casa e non gli dico nemmeno quanto è successo e, ovviamente, lui non mi dice di avermi visto. Così mi chiede “Com’è stata la tua giornata?” e rispondo “È andata bene” ma ovviamente io stavo ancora tremando per tutto quello che era successo in città. Io racconto frottole a lui e lui le racconta a me, e viviamo in questa casa insieme, ed è una scena interessante e determinante. È stata una delusione non vederla.”
 
Doveva essere una delle scene iniziali e non era scritta nel copione iniziale, ha detto Marisa Tomei.
 
Holland ha detto a HuffPost che la storia è stata modificata parecchio dall’inizio. Abbiamo chiesto al regista Jon Watts perché di tutti questi cambiamenti e come sono arrivati alla stesura finale.
 

La spiegazione di Jon Watts

 
“La scrittura del copione è un processo evolutivo, soprattutto quando c’è più di uno scrittore coinvolto, ma in ogni caso si cerca sempre di restare fedeli alla trama principale” ha detto Watts. “La parte iniziale del copione ha più uno scopo esplorativo e man mano che giri cambi e ti accorgi di quello che più si adatta alla storia principale, al personaggio stesso e si arriva al montaggio finale che deve essere più fedele possibile alla storia originale”.
 
Anche senza questa scena di Zia May, alla fine il film di Spider-Man ha ottenuto recensioni stellari, guadagnando 117 milioni di dollari ai botteghini nel solo fine settimana di lancio.
 
Continuando la conversazione Marisa Tomei, questa ci racconta della difficoltà di dare sensualità al personaggio di Zia May e di quanto sia vero che le piacciono uomini strambi e pelati, come dicono in “Seinfield”.
 
Mi piace che tu sia Zia May (Aunt May) e di come il tuo cognome si pronunci “toe may”. Sembra fosse destino.
 
[risate] Non ci avevo pensato! Devo ricordarmelo!!!
 
Questo ruolo è molto diverso dai tuoi precedenti ruoli. Come sei finita in una serie di supereroi?
 
Mi hanno chiamato, e tutto è accaduto piuttosto in fretta perché la settimana successiva dovevano cominciare a girare Captain America: Civil War. Mi trovavo oltre oceano, in Europa. Dovevamo capire e immaginare un potenziale periodo di sei anni (l’arco temporale dei 3 film) entro pochi giorni e capire chi era Zia May – o come mi piace chiamarla, semplicemente May – e come integrarla nell’universo. Dovevo aggiornarmi piuttosto alla svelta.
 
Dal momento che Zia May è un personaggio più vecchio, come hai fatto a portare in scena una giovane Zia May?
 
Semplicemente una lavagna bianca e dovevo iniziare con l’incontrare Tom [Holland] che ho poi incontrato la settimana seguente sulle scene di Civil War, e percepire il suo personaggio e iniziare a entrare nel personaggio. I fratelli Russo [i registi] sono stati di grande aiuto. Ci sono state un paio di scene che hanno creato la giusta sintonia. Poi ho parlato con mio fratello e alcuni amici fan dei fumetti che mi hanno aiutato a capire tutta le storie che ci sono dietro nella famiglia Parker e a capire chi erano i vari personaggi e i requisiti di Zia May. È stato un po’ difficile perché lei è particolarmente materna e a me è stato chiesto di darle sensualità quindi si trattava di trovare un compromesso fra la Madonna e una prostituta. Semplice no? Come posso essere materna con lui [Peter Parker] e nello stesso tempo essere sensuale, ma non con lui ovviamente, pur avendo scene solo con lui? Quindi che faccio? Alla fine ce l’ho fatta ma non ero esattamente sicura del risultato finale.
 
C’era qualche dettaglio del set o del guardaroba che identifica la storia di Zia May?
 
Il guardaroba è stato determinante per dare un equilibrio fra la May materna e quella sensuale, inoltre ero gelosa perché volevo essere un supereroe.Volevo un costume che avesse linee nette e che mettesse in risalto le forme nel modo corretto, anche se May è un personaggio ordinario, quindi i colori e le linee del costume dovevano simboleggiare l’essenza del personaggio. Non è in stile Bohemian con tante balze. Ha una forte energia che viene definita proprio dal guardaroba e dai capelli.
 
Zia May scopre l’identità segreta di Spider-Man e dice una particolare parolaccia prima che venisse tagliata. L’hai detta tutta davvero?
 
L’ho detta tutta, davvero. E poi hanno dovuto rimediare.
 
Ora che Zia May conosce la vera identità di Spider-Man, come pensi continuerà?
 
Questa è la parte davvero eccitante di tutto questo perché ora la sfida è stata lanciata. E ora cosa ne facciamo di questo personaggio? Ora lo sa. Quindi? E non era stato deciso prima, l’idea di Kevin Feige è di fare una scena alla volta. E ora lo capiremo. Siamo arrivati fino a qui ma dovrebbe essere davvero divertente.
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